Serie A spaccata sui Diritti tv, la possibilità di un Canale unico della Lega alletta le big italiane

Scritto da Maria Luisa Congiu, 17 Ottobre 2023 - Tempo di lettura: 3 minuti

La Serie A resta in attesa, con il futuro delle Pay tv e delle partite in bilico, le tensioni tra club e broadcaster si fanno più forti

L’ambiente calcistico italiano è in subbuglio non solo per lo scandalo scommesso appena scoppiato, ma soprattutto per il tema dei diritti tv della prossima Serie A. È in vista infatti l’importante decisione sugli assegnamenti dei diritti TV nel periodo 2024-2029: le offerte da parte dei principali broadcaster, Dazn e Sky, sono state presentate, ma sembra che ci siano posizioni discordi tra i club che compongono la Lega Serie A.

Diritti tv, il canale unico della Lega alletta molte squadre italiane

Diritti tv, il canale unico della Lega alletta molte squadre italiane

Le cifre proposte da questi canali si avvicinano pericolosamente alla somma del triennio attuale, ma non tutti i club sono convinti di procedere con queste assegnazioni. Durante l’assemblea tenutasi di recente, l’amministratore delegato della Serie A, Luigi De Siervo, ha presentato un piano che coinvolge sii Dazn e Sky, proponendo un’accoppiata di 700 milioni da parte di Dazn e 200 milioni da parte di Sky, ma che escluderebbe Mediaset, poiché i due operatori a pagamento stanno cercando di offrire cifre inferiori a causa delle partite in chiaro proposte per il sabato sera pretese da Mediaset. Cologno Monzese potrebbe anche considerare alternative, come la Coppa Italia e la Supercoppa, con budget tra i 60 e i 70 milioni a stagione.

La Persistenza del Modello Attuale dei Diritti TV, conviene ancora?

Nel futuro quinquennio 2024-2029, sembra che il modello rimarrà invariato rispetto all’attuale triennio. Si prevede che ci saranno dieci partite in streaming su Dazn, sette in esclusiva e tre in co-esclusiva con Sky. Tuttavia, c’è una differenza significativa che interesserà gli spettatori: la pay-TV satellitare ha drasticamente aumentato i compensi versati alla Lega, rispetto ai 80 milioni del periodo 2021-2024, ottenendo diritti di scelta delle partite molto più vantaggiosi. In questo nuovo schema, Sky avrà la possibilità di trasmettere con maggiore frequenza le partite delle squadre di punta, in particolare Juventus, Inter, Milan e Napoli.

Questo significa che le partite del sabato alle 20.45 vedranno quasi sempre una delle squadre più importanti in campo, o almeno una delle famose “sette sorelle”. Un gruppo di club, guidato da Lazio e Torino e composto da numerose squadre di provincia, sembra incline ad assegnare i diritti secondo queste cifre durante la prossima assemblea, accettando un totale di 4,5 miliardi per un quinquennio, offrendo così una prospettiva finanziaria stabile a lungo termine. Inoltre, Dazn ha promesso di condividere una percentuale degli abbonamenti con i club, una clausola che potrebbe smorzare gli entusiasmi di chi sostiene il canale della Lega.

Il Desiderio di un Canale della Lega

Cos è questa storia che la Lega vorrebbe crearsi un canale apposito e farsi da broadcaster? Sembra non troppo utopistica come visione, ma ci in Lega ci stanno pensando seriamente, il problema è che questo modello non sembra reggere per alcune squadre, mentre alletterebbe team come Napoli e Milan, Fiorentina e Salernitana, che vogliono intraprendere una strada imprenditoriale più autonoma. Danilo Iervolino, proprietario della Salernitana, critica aspramente le proposte dei broadcaster come troppo basse, sostenendo l’idea di un canale gestito dalla Lega come atto di grande coraggio e modernità. Anche Gerry Cardinale, proprietario del Milan, proveniente dagli Stati Uniti, sostiene l’opzione di una media company. Non sorprende che il Milan stia spingendo per aprire le buste con le offerte dei fondi internazionali che intendono supportare il canale della Lega. Anche la Juventus, Bologna e Roma condividono questa prospettiva.

Il vizio procedurale in agguato. La situazione si complica ulteriormente a causa di una questione procedurale: l’apertura delle buste delle offerte farebbe decadere le proposte delle emittenti televisive attualmente valide, che rimarrebbero in vigore fino al 23 ottobre. Questo comporterebbe il rischio di dover ricominciare da zero. Tuttavia, alcune società credono che sia comunque scontato affidarsi a questa soglia minima. Nei prossimi sei giorni, dunque, si deciderà il destino dei diritti TV 2024-2029, quando sarà fondamentale comprendere se ci saranno i 14 voti necessari per assegnare i diritti a Dazn e Sky durante l’assemblea prevista per lunedì prossimo.

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