StraMorgan parte malino, Morgan fa quello che gli pare e non si capisce un granché: lo share è impietoso, la musica è buona

Scritto da Elvira Puglisi, 11 Aprile 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti

Cosa è successo nella prima puntata di Stramorgan, che ha cantanto, parlato, raccontato aneddoti e non si capisce bene con quali collegamenti

Parte ma il nuovo programma in seconda serata StraMorgan, condotto da Marco Castoldi, in arte Morgan ha fatto il suo debutto ieri, lunedì 10 aprile 2023 in seconda serata, con uno share del 3,4% di share (circa 344mila spettatori).

Nonostante gli ascolti non abbiano dato indizi di spettacolarità, è bene analizzare il programma prima di trarre un giudizio affrettato e posticcio. La prima puntata sicuramente è servita come filo conduttore tra quelle che sono le intenzioni di Morgan e quelli che sono stati i risultati sperati.

Il publico non ha fanno a meno di dividersi con delle reazioni che vanno dallo sbalordito alla forma più semplice dello snobbismo italico. La trasmissione, condotta da Morgan e Pino Strabioli, si propone di ripercorrere la storia e l’eredità di alcuni grandi autori della musica italiana e internazionale, ma il format a tratti confuso di StraMorgan ha generato reazioni contrastanti.

StraMorgan, riassunto e opinione della prima puntata

Il programma aveva promesso un grande viaggio nella musica e così sembra essersi indirizzato. Un viaggio, senza troppo prendersi sul serio, visto che molti racconti vengono lasciati a metà per lasciar posto alla musica. E musica sia. Durante la prima puntata, Morgan ha condotto il pubblico in un “viaggio” dal Sud Italia di Domenico Modugno alla Las Vegas di Elvis Presley, con la presenza di ospiti illustri come Vinicio Capossela, Sir Oliver Skardy dei Pitura Freska, il fondatore degli Africa Unite Bunna, e l’attore Paolo Rossi.

Tuttavia, nonostante la musica sia stata protagonista, è stata reinterpretata principalmente dal conduttore stesso, che ha cantato brani di Modugno in inglese, reinterpretato “Vecchio Frank”, mixato “Io” con “Ask me” di Elvis, e concluso la puntata con “Suspicious Minds” del re del rock’n’roll. Nonostante le esibizioni convincenti (o poco) di Morgan, il resto della trasmissione ha lasciato a desiderare, con chiacchiere e riflessioni confuse che hanno oscurato gli aneddoti interessanti dal punto di vista musicale. Insomma, tutto in mano alla musica, o meglio tutto nelle mani di Morgan, che ha ottenuto la sua seconda serata per suonare come gli pare e piace.

Un’incredibile combinazione di talento e follia, certo, ma può bastare per un programma in onda su Rai2 nel 2023? Morgan si è inventato da zero un programma, ode all’originalità, è vero, ma sembra aver partorito uno dei prodotti più assurdi e caotici della televisione italiana.

Un’apertura misteriosa, nel pieno segno di Morgan

Il programma si apre con un sintetizzatore vocale a cappella che recita le parole, come in un requiem: “Noi qui a far quello che ci piace, ma non come ci pare. Siamo gente stravagante, ma non per questo delirante”.

Morgan e Pino Strabioli fanno quindi il loro ingresso nello studio, con un occhio di bue che li illumina mentre si scambiano sguardi e sorrisi che trasudano complicità. Da un lato lo sregolato di Morgan, al quale la Rai ha deciso di dare una nuova chance affidandogli un programma tutto suo, anche se in seconda serata su Rai2 e con sole quattro puntate in quattro giorni consecutivi. Dall’altro c’è Strabioli, una figura ormai istituzionale in Rai, probabilmente con il ruolo di cercare di arginare l’incontenibile Morgan, ovviamente senza successo.

Un format confuso, questo è certo. Ma siamo ancora alla prima

Il format del programma non è chiaro e chi ben comincia… tra l’altro ancora meno coerente lo è nella pratica. Sullo schermo alle spalle dei due conduttori vengono mostrati i volti di Domenico Modugno, Umberto Bindi, Franco Battiato e Lucio Battisti scolpiti in una rivisitazione del Monte Rushmore. A ciascuno di questi “quattro presidenti” italiani della canzone italiana è dedicata una puntata di StraMorgan.

La decisione di far corrispondere a ciascun artista un corrispettivo americano sembra una chiosa poco rispettosa, anche perché alle immagini fanno da didascalia le parole di Morgan che parla di un incontro tra Domenico Modugno ed Elvis Presley negli Stati Uniti dopo il successo di “Nel blu dipinto di blu”. Quindi per restare coerente anziché cantare la versione inglese di “Io” di Modugno intitolata “Ask me” decide di interpretare “Resta cu’mme”. Inoltre, Morgan deve ancora spiegarci che c’azzeccano Bob Dylan e Modugno, cantando un’altra canzone intitolata “Se dio vorrà” che Dylan aveva ascoltato a Roma in passato.

Una mescolanza di musica e chiacchiere – scusate l’inglesismo

Nonostante la promessa di un programma musicale, gran parte del tempo di trasmissione viene dedicato alle chiacchiere tra Morgan e Strabioli, con solo una piccola frazione effettivamente dedicata alla musica.  L’esordio del programma con il 3,4% di share ha scatenato diverse reazioni, soprattutto da parte di persone che hanno occupato ruoli istituzionali come ad esempio nel Festival di Sanremo. Parola alle seconda serata, sperando anche nella terza e nella quarta.

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