Scarpe Antinfortunistiche

Domanda di: E. Colaianni | Ultima modifica: 14 Giugno 2023 - Tempo di lettura: 5 minuti
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Le scarpe antinfortunistiche rappresentano un elemento essenziale per garantire la sicurezza e la protezione dei piedi durante lo svolgimento di attività lavorative ad alto rischio di infortuni. Queste calzature sono appositamente progettate con materiali resistenti e tecnologie avanzate al fine di offrire una serie di caratteristiche protettive.

Proprietà delle scarpe antinfortunistiche

Una delle principali caratteristiche delle scarpe antinfortunistiche è la loro capacità di resistere ad impatti e compressioni. Infatti, queste calzature sono dotate di una puntale rinforzata, realizzata generalmente in acciaio o composito, che protegge i piedi da cadute di oggetti pesanti o schiacciamenti accidentali. Tale elemento di sicurezza, noto come “punta di sicurezza” o “punta rinforzata”, svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione di lesioni gravi.

Oltre alla protezione da compressioni, le scarpe antinfortunistiche offrono anche resistenza alla perforazione. Le loro suole sono realizzate con materiali resistenti come l’acciaio o il kevlar, che impediscono la penetrazione di oggetti appuntiti come chiodi o frammenti metallici, riducendo così il rischio di lesioni ai piedi.

Un’altra caratteristica comune delle scarpe antinfortunistiche è la presenza di suole antiscivolo. Queste suole sono appositamente progettate per garantire una presa sicura su diverse superfici, compresi pavimenti bagnati, oliati o scivolosi. Ciò contribuisce a ridurre il rischio di cadute e scivolamenti durante l’attività lavorativa.

Molte scarpe antinfortunistiche offrono una protezione extra alla caviglia e al tallone. Questi modelli sono dotati di un collare imbottito intorno alla caviglia e di un rinforzo al tallone, che riducono il rischio di torsioni e lesioni durante i movimenti.

Le scarpe antinfortunistiche sono ampiamente utilizzate in vari settori lavorativi, come l’edilizia, l’industria manifatturiera, il settore minerario e l’agricoltura, dove i lavoratori sono esposti a potenziali rischi per i piedi. Indossare scarpe antinfortunistiche adeguate rappresenta una misura di sicurezza fondamentale per proteggere i piedi e ridurre il rischio di infortuni sul lavoro.

Come scegliere le scarpe antinfortunistiche

È importante selezionare le scarpe antinfortunistiche in base alle specifiche esigenze del lavoro e assicurarsi che soddisfino le norme di sicurezza e i regolamenti locali. La scelta delle scarpe giuste può fare la differenza nella prevenzione degli infortuni e nel garantire la protezione dei piedi durante l’attività lavorativa.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un’ampia diffusione di problemi legati al mal di piedi tra coloro che indossano scarpe antinfortunistiche durante l’orario di lavoro. Secondo le recenti osservazioni, l’80% dei pazienti ha manifestato sintomi di tallonite, mentre il 40% ha sofferto di metatarsalgia.

L’incidenza così elevata di tallonite, che comprende diverse patologie come la spina calcaneare, la tuberosità calcaneare e la fascite plantare, può essere attribuita principalmente alle caratteristiche delle scarpe antinfortunistiche stesse. Sebbene queste calzature siano progettate per proteggere i piedi da potenziali incidenti sul lavoro grazie ai materiali rinforzati, spesso diventano la causa di sofferenze e patologie a carico del piede.

La principale ragione per cui un’ampia percentuale di persone soffre di tallonite utilizzando regolarmente scarpe antinfortunistiche è la mancanza di adeguata ammortizzazione e flessibilità delle suole. La struttura anatomica del piede può dare origine a formazioni di spine calcaree, infiammazione della tuberosità calcaneare o dell’aponeurosi plantare. Questi problemi, se trascurati o non curati correttamente, possono complicare la diagnosi e rendere più difficile il processo di riabilitazione.

Il consiglio è sempre quello di applicare del ghiaccio alla fine della giornata, evitare di camminare a piedi nudi e utilizzare un plantare su misura di buona qualità. Questi accorgimenti possono contribuire a ridurre i sintomi e migliorare il comfort dei piedi.

Inoltre, il 40% dei pazienti ha manifestato sintomi di metatarsalgia, un’infiammazione della zona metatarsale del piede, ovvero la parte del piede che flette durante la fase di spinta durante la camminata prima di scaricare il peso sulle dita. La metatarsalgia può essere causata da sovraccarico, borsite o neuroma di Morton. Indubbiamente, l’uso di scarpe rigide e strette non favorisce il piede, ma al contrario ne aumenta la sofferenza.

Un quinto dei pazienti ha presentato entrambe le problematiche, sia tallonite che metatarsalgia, creando una sfida ancora maggiore nella gestione e nella cura del dolore.

Per risolvere il mal di piedi causato dall’uso di scarpe antinfortunistiche, spesso è necessario indossare calzature sportive con suole ammortizzanti. Purtroppo, non è sempre possibile utilizzarle durante l’orario di lavoro. Tuttavia, esiste una soluzione che può aiutare ad alleviare il problema: l’utilizzo di plantari su misura, prescritti da un medico specialista.

I plantari realizzati in lattice o eva si sono dimostrati estremamente ammortizzanti, fornendo un sollievo ai piedi stanchi che devono trascorrere otto o più ore chiuse in scarpe pesanti. Questi plantari vengono personalizzati e testati, e offriamo un controllo gratuito ogni sei mesi per assicurarci che siano sempre adeguati alle esigenze dei pazienti.

Il mal di piedi con scarpe antinfortunistiche è un problema serio che richiede un’attenzione particolare. Affrontarlo correttamente può fare la differenza nel benessere e nella qualità della vita di coloro che dipendono da queste calzature per il loro lavoro quotidiano.

Tipi di scarpe antinfortunistiche

Quando si parla di scarpe antinfortunistiche e di dispositivi di protezione individuale per gli arti inferiori, è facile trovarsi di fronte a una miriade di sigle e abbreviazioni che rischiano di creare confusione e incertezza. È pertanto fondamentale fare chiarezza sui tipi, le categorie e le classi di questi prodotti, in quanto si tratta di un argomento di estrema importanza.

La classificazione delle scarpe antinfortunistiche si basa principalmente sui materiali di produzione e prevede due tipi principali: la classe 1 comprende le calzature realizzate in cuoio o altri materiali, ad eccezione di gomma e polimeri, mentre la classe 2 include quelle realizzate in gomma o polimeri.

Successivamente alle classi, troviamo le categorie, che suddividono le calzature in base al grado di protezione della punta:

  • Calzature di sicurezza (sigla S, che sta per Safety), regolate dalla norma UNI EN ISO 20345:2012.
  • Calzature di protezione (sigla P, che sta per Protection), regolate dalla norma UNI EN ISO 20346:2014.
  • Calzature di lavoro (sigla O, che sta per Occupational), regolate dalla norma UNI EN ISO 20347:2012.

Per ogni categoria di scarpa antinfortunistica, esistono anche 6 sotto-categorie, identificate con le sigle SB, S1, S2, S3, S4, S5, che si applicano anche alle categorie P e O. Queste sigle rappresentano i requisiti di resistenza specifici della scarpa nei confronti di agenti specifici.

Per verificare se una scarpa è adatta alle proprie esigenze, è possibile trovare tutte le informazioni necessarie direttamente sul dispositivo, attraverso la marcatura impressa dall’azienda produttrice, oltre che sulla nota di accompagnamento. Per quanto riguarda i requisiti, sia base che aggiuntivi, delle scarpe antinfortunistiche in relazione a un determinato contesto lavorativo o a una tipologia di attività, è necessario fare riferimento alla norma UNI EN ISO 20344, intitolata “Dispositivi di protezione individuale – Metodi di prova per le calzature”. Questa norma definisce le caratteristiche specifiche e i test di validazione da effettuare.

È importante ricordare che le scarpe antinfortunistiche base devono sempre soddisfare i requisiti definiti dalla norma di riferimento. Ciò vale sia per le calzature di sicurezza (UNI EN ISO 20345), che per le calzature di protezione (EN ISO 20346) e le calzature da lavoro (EN ISO 20347).


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