Pierfrancesco Favino a #Venezia80 con il nuovo film “Comandante”, la storia di Salvatore Todaro

Scritto da Daniela Palma, 30 Agosto 2023 - Tempo di lettura: 5 minuti

Pierfrancesco Favino brilla nel ruolo del comandante del sommergibile Cappellini, in uno spaccato militare della Seconda Guerra Mondiale

Nell’ambito del Festival di Venezia, l’80ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è stato presentato il nuovo lungometraggio di Edoardo De Angelis, “Comandante“. Questo film d’apertura è un biopic atipico incentrato sulla preservazione dell’umanità. L’opera riflette il rispetto per leggi universali, come quella del mare, che impone il dovere di salvare i naufraghi. Questi principi morali guidano Salvatore Todaro, un eroico comandante italiano, che diventa il protagonista di questa narrazione. La pellicola si concentra sul suo celebre atto di coraggio in mare, rafforzando il suo status di eroe e ribadendo l’importanza di questi valori nella contemporaneità.

Pierfrancesco Favino brilla nel ruolo del comandante del sommergibile Cappellini, in uno spaccato militare della Seconda Guerra Mondiale

“Comandante” è un film del 2023 diretto da Edoardo De Angelis e con Pierfrancesco Favino nel ruolo principale di Salvatore Todaro. La trama si sviluppa durante la Seconda Guerra Mondiale, concentrandosi sul coraggio e l’umanità dimostrati dal comandante Todaro nel salvataggio dei naufraghi belgi. Il film offre uno sguardo intenso sulla decisione di andare contro le leggi di guerra al fine di preservare vite umane, ponendo l’accento sulle sfide e le relazioni che si sviluppano durante questo atto di eroismo.

Favino ed il suo ruolo in Comandante

Nella pellicola, il personaggio del comandante interpretato da Pierfrancesco Favino brilla con autenticità. Non è una figura eroica artificiale, né un precursore del pacifismo. Egli è un militare che sa colpire il ferro ma, al contempo, sa salvare vite umane. Non è nemmeno un uomo senza riflessione, come si direbbe in dialetto veneto. È un marinaio consapevole che il suo destino finale sarà sulle acque. Carico di angosce a causa di un infortunio spinale subito durante un’esercitazione su un idrovolante, Salvatore Todaro comprende che il fascismo implica dolore e che la vita è fugace, come suggerisce il detto comune. Tuttavia, il sottomarino è per lui una sorta di mago, tanto che è soprannominato “Mago Baku“. Questa etichetta potrebbe essere collegata al suo coinvolgimento nello yoga, nel cercare di ridurre l’uso della morfina e nella sua fiducia nella mitologia greca. Proprio come Sisifo, che spinge il masso, Todaro si sacrifica quotidianamente e accetta il suo ineluttabile destino. Anche in mare, dove le trincee restano invisibili, i funerali sono semplici e le croci sono di corallo, la guerra non può garantire la purezza del mondo.

Comandante dipinge la realtà senza filtri dell’equipaggio del sommergibile Cappellini durante i tempi di guerra. In contrasto con l’inno patriottico “Taciti ed invisibili, partono i sommergibili!” composto sotto il regime fascista, la figura del comandante è più affine a canzoni come “Un’ ora sola ti vorrei” o “Il Soldato innamorato”. Attraverso il cibo, il film trasmette la speranza di una vita migliore, una felicità lontana ma tangibile, al pubblico.

La Vera Storia di Salvatore Todaro durante la Seconda Guerra Mondiale

La trama ci conduce agli albori della Seconda Guerra Mondiale, introducendo Salvatore Todaro, il comandante del sommergibile Cappellini della Regia Marina. Nel corso di un’operazione nell’Atlantico nel 1940, Todaro e il suo equipaggio si scontrano con un mercantile armato viaggiante nell’oscurità. Con decisione storica, Todaro decide di salvare i naufraghi belgi condannati a una morte certa, rispettando la legge del mare. Questa scelta li costringe a rimanere in emersione per giorni, mettendo a rischio le loro vite e sfidando le forze nemiche.

Comandante” rappresenta il più ambizioso progetto di Edoardo De Angelis fino ad oggi. Quest’opera esplora il concetto di umanità e la sua difesa incondizionata, unendo il racconto della storia di Salvatore Todaro a un’analisi profonda di questi valori. La pellicola si spinge oltre i confini del genere bellico, proponendo una prospettiva intima e riflessiva. Il film trasmette l’idea che salvare una vita sia equivalente a preservare l’intero mondo. Questo concetto diventa ancora più rilevante nella seconda metà del film, quando emergono le interazioni tra Todaro, il suo equipaggio e i naufraghi belgi. Questo legame crea un ponte con le tragedie odierne del Mediterraneo, conferendo al film un’impronta politica incisiva.

De Angelis si allontana dalla tipica rappresentazione claustrofobica e tesa dei “submarine films”. Invece di concentrarsi sull’angoscia sottomarina, il regista rivela il sommergibile in superficie come una fonte di aiuto. Questa scelta non compromette l’aspetto spettacolare della produzione; la ricostruzione del sottomarino è accurata e coinvolgente. Le immagini messe in scena sono esteticamente affascinanti e emotivamente coinvolgenti, grazie all’abilità di De Angelis nel creare impatto.

Qualche critica nella narrazione. Nonostante il suo talento, De Angelis si perde talvolta nei dettagli, rallentando la narrazione. La prima parte del film ne è un esempio, presentando il protagonista attraverso scene montate in modo confuso. Questo tratto disorganizzato si risolve progressivamente, mantenendo l’attenzione dello spettatore. L’interpretazione di Pierfrancesco Favino è un punto di forza indiscusso, conferendo autenticità al personaggio di Todaro. Favino cattura la complessità del comandante con un accento veneto convincente e una presenza magnetica.

Un aspetto distintivo del film è l’assemblea di soldati da diverse parti d’Italia a bordo del sottomarino. Questo stratificarsi di identità regionali, con tradizioni e fedi differenti, crea un microcosmo che rappresenta l’Italia stessa. Questa rappresentazione riflette la profonda ricerca identitaria che attraversa il film, risuonando in un contesto di sfide alla coesione nazionale.

“Comandante” di Edoardo De Angelis è un film notevole, seppur con alcuni avviamenti deboli. La pellicola trasmette un messaggio di altruismo e difesa dell’identità italiana attraverso la storia eroica di Salvatore Todaro. L’interpretazione di Pierfrancesco Favino e la rappresentazione di un’Italia variegata contribuiscono a rendere il film coinvolgente e riflessivo. Nonostante alcune incertezze iniziali, “Comandante” si rivela un’opera degna di attenzione e discussione.

Trama di Comandante

Nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, il coraggioso capitano di corvetta della Regia Marina, Salvatore Todaro, assume il comando del sommergibile Comandante Cappellini. Il 16 ottobre 1940, il sottomarino affonda un piroscafo mercantile belga di nome Kabalo nell’Atlantico, in risposta al fuoco aperto dalla nave belga. Nonostante le obiezioni dei superiori, Todaro prende la decisione di salvare i 26 naufraghi belgi. Questi naufraghi erano stati condannati a una morte certa alla deriva su una zattera, lontani dalla costa per centinaia di miglia. La scelta di Todaro richiede che il sommergibile navighi in superficie per tre giorni, rendendosi visibile alle forze nemiche e mettendo a rischio la vita sua e dei suoi uomini. Durante questi tre giorni, il sottomarino diventa un luogo di incontro tra individui sconosciuti, molto diversi tra di loro, ma che scoprono di essere più simili di quanto avessero immaginato.

Il film è stato prodotto nel 2023 sotto la direzione di Edoardo De Angelis e con Pierfrancesco Favino nel ruolo del comandante Salvatore Todaro. La trama segue la storia del capitano Todaro e del suo atto eroico di salvataggio durante la guerra. Il Kabalo, un piroscafo mercantile belga, viene affondato dal Comandante Cappellini in seguito a un attacco belga. Questo evento porta Todaro a prendere la decisione di salvare i naufraghi belgi, mettendo in gioco la propria vita e quella dell’equipaggio.

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