La padrina – Parigi ha una nuova regina

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La padrina – Parigi ha una nuova regina

In “La Padrina – Parigi ha una nuova regina,” il reparto antidroga di Parigi si lancia in un’indagine minuziosa sul traffico di hashish nella capitale. La chiave per decifrare questo intricato reato risiede nell’abile lavoro di traduzione svolto da Patience, un genio nel decifrare le comunicazioni in arabo dei trafficanti. Patience è cresciuta in un mondo itinerante grazie alla madre, attualmente ricoverata in una casa di cura. Tuttavia, la monotonia e la fatica cominciano a gravare sulla sua anima. Un giorno, mentre ascolta attentamente le intercettazioni, riconosce la voce della badante della madre e decide di intervenire per aiutare il figlio di questa donna. Ma ciò che segue è una svolta sorprendente: la partita di droga in suo possesso scompare misteriosamente, portando ad un incontro inaspettato con Philippe, un investigatore di polizia con il quale Patience ha una relazione. Decide quindi di mettersi in affari da sola.

Il nuovo film di Jean-Paul Salomé sfida le convenzioni di genere, bilanciando con eleganza il tono tra commedia e poliziesco, senza però aderire completamente a nessuno dei due. Questo equilibrismo è in perfetta sintonia con la protagonista, Patience, interpretata magistralmente da Isabelle Huppert, una vera icona del cinema contemporaneo.

La trama ruota attorno al classico tema dell’individuo che decide di abbracciare la via della criminalità per reinventare se stesso. In questo caso, Patience passa dall’essere una traduttrice di polizia a una spregiudicata trafficante di droga. Questo percorso genera una tensione narrativa costante, dove le convenzioni del genere poliziesco vengono ironicamente sovvertite grazie al personaggio di Patience. Allo stesso tempo, il film riesce a conferire alla sua ascesa un tocco di serietà che la legittima.

“La Padrina” è una storia intricata, tratta dal romanzo di Hannelore Cayre, che affonda le radici nell’umorismo, ma riesce anche a creare complesse sequenze di scambi, spionaggi e inseguimenti. Jean-Paul Salomé trae ispirazione dal materiale originale e presenta una Parigi che va ben oltre gli stereotipi del sottobosco criminale, rivelando una Parigi borghese che viene riappropriata da Patience mentre si muove tra Belleville e Barbés. Il personaggio di Patience si distingue per la sua capacità di spostarsi agilmente in questo mondo dominato dagli uomini, sfidando stereotipi e convenzioni sociali.

Isabelle Huppert, con la sua interpretazione formidabile e sfuggente, incarna alla perfezione Patience, creando un personaggio enigmatico che si inserisce perfettamente nel suo repertorio di ruoli complessi. “La Padrina – Parigi ha una nuova regina” si colloca idealmente accanto ad altri film di Huppert come “Elle,” “Frankie,” “Le cose che verranno” ed “Eva,” contribuendo alla creazione di un discorso aperto sulla filmografia dell’attrice, dove donne in transito diventano enigmatiche icone, sfidando il mondo esterno e, forse, se stesse.

Il film è un adattamento riuscito, diretto con maestria da Jean-Paul Salomé, che cattura l’essenza della storia di Patience Portefeux (Isabelle Huppert), una traduttrice giudiziaria arabo-francese coinvolta in un’indagine antidroga. Il suo lavoro, seppur sottopagato e gravoso, è fondamentale per il commissariato di polizia, in quanto si occupa della traduzione delle intercettazioni telefoniche.

Tuttavia, quando Patience scopre che uno dei trafficanti coinvolti nell’indagine è il figlio della donna che si prende cura amorevolmente di sua madre, decide di proteggerlo. Questo la trascina in un mondo oscuro di traffico di droga, fino a diventare una delle principali spacciatrici della zona sotto lo pseudonimo di Mama Weed, una figura temuta e rispettata. La sua abilità nel campo giudiziario le offre un vantaggio unico nella gestione di questa rete criminale.

“La Padrina – Parigi ha una nuova regina” è diretto con cura da Jean-Paul Salomé, e la sceneggiatura è basata sull’omonimo romanzo di Hannelore Cayre, che ha anche contribuito alla sceneggiatura del film. La regia è supportata dalla cinematografia di Julien Hirsch, dalle scenografie di Françoise Dupertuis, dai costumi di Marité Coutard e dalla colonna sonora originale di Bruno Coulais. La pellicola cattura il mix di commedia e thriller del romanzo, portando sullo schermo il ritratto affascinante e irriverente di Patience.

Isabelle Huppert offre un’interpretazione formidabile del personaggio principale, esprimendo la complessità di Patience mentre naviga tra il mondo della criminalità e il suo lavoro nella giustizia. Il film mette in luce le ambiguità della traduzione, creando nuovi personaggi e realtà alternative, e si inserisce perfettamente nel discorso più ampio sulla filmografia di Huppert, in cui donne enigmatiche si trovano in transito tra diversi mondi.

La Padrina – Parigi ha una nuova regina, è un adattamento riuscito e un esempio di cinema che sfida le convenzioni di genere. La sua capacità di bilanciare commedia e thriller, insieme all’interpretazione straordinaria di Isabelle Huppert, lo rende un film che cattura l’attenzione del pubblico e offre una prospettiva affascinante sulla storia di una donna in cerca di identità e riscatto.

  • Genere: Giallo/Commedia
  • Anno: 2020
  • Durata: 1h 46m

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