Prezzi Biglietti aerei alle stelle, il garante convoca le compagnie e cerca rimedi

Scritto da Valentina Fiordaliso, 2 Luglio 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti

I prezzi dei biglietti aerei sono saliti a livelli altissimi, registrando aumenti anche del 50% rispetto al periodo precedente, soprattutto su diverse tratte nazionali. Nonostante la diminuzione dei prezzi del carburante negli ultimi mesi, molti ritengono che tali incrementi non siano giustificati.

Benedetto Mineo, garante per la sorveglianza dei prezzi, su richiesta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha convocato i rappresentanti delle principali compagnie aeree che operano sulle tratte nazionali interessate dai maggiori aumenti. L’obiettivo degli incontri è analizzare le dinamiche dei prezzi dei biglietti e avviare immediatamente una commissione di allerta rapida sul caro-voli.

Uno studio condotto da Assoutenti ha rivelato che i prezzi dei biglietti per alcune tratte europee sono ormai comparabili a quelli di un volo a lungo raggio per New York. Ad esempio, per volare da Roma a Rodi, con partenza il 12 agosto e ritorno il 19 agosto, sono necessari almeno 696 euro, mentre da Milano a Tenerife servono 694 euro, contro i 743 euro per un volo andata/ritorno Roma-New York. Questi costi superano i 743 euro richiesti per un volo andata e ritorno da Roma a New York.

Prezzi elevati per le destinazioni internazionali

I prezzi dei biglietti per l’Egitto superano addirittura quelli di un volo internazionale. Nel periodo indicato (12-19 agosto), per volare da Milano a Sharm el Sheikh si spendono almeno 950 euro, mentre per la tratta Roma-Marsa Alam si parte da 778 euro. Anche volare su Creta (530 euro da Roma) e Monastir (654 euro da Milano) risulta molto costoso. Destinazioni come le Mauritius (1.309 euro da Roma), le Maldive (1.415 euro da Milano) e Phuket in Thailandia (1.554 euro da Roma) superano i 1.300 euro. Tuttavia, il prezzo più elevato si registra per i voli verso Zanzibar, con una spesa minima di quasi 1.700 euro per l’andata e il ritorno da Roma.

L’era dei voli low cost sembra giunta al termine, e dietro agli aumenti dei prezzi dei biglietti vi sono l’inflazione, la guerra e lo squilibrio tra domanda e offerta. Anche Micheal O’Leary, CEO della compagnia low cost Ryanair, ha dichiarato la fine dei voli a basso costo. Inoltre, le tariffe aeroportuali sono in crescita, con un aumento medio del 18% rispetto al 2022. Ciò indica che altri fattori, come tasse governative e dazi nel settore dell’aviazione, influiscono sull’incremento dei costi. Inoltre, le fluttuazioni valutarie hanno un ruolo significativo, determinando un aumento del valore di alcune rotte.

Il surriscaldamento globale ha un impatto significativo sulle condizioni di volo, causando turbolenze difficilmente prevedibili chiamate “Cat” (Clear air turbulence). Queste turbolenze si verificano in aria limpida, senza nuvole, e costringono i voli a modificare la rotta o l’aeroporto di destinazione. Le compagnie aeree stanno sviluppando sistemi per rilevare e segnalare le turbolenze in tempo reale, al fine di adattare i percorsi dei voli.

Le turbolenze rappresentano una sfida sia dal punto di vista economico che operativo. Si stima che il costo delle turbolenze ammonti a 200 milioni di dollari all’anno in termini di danni e ritardi. Uno studio dell’Università di Reading nel Regno Unito ha evidenziato un aumento del tempo complessivo di turbolenze sulle rotte aeree globali negli ultimi quarant’anni, in particolare lungo la rotta Nord-Atlantica (+55%). Le previsioni indicano un incremento progressivo delle turbolenze in futuro.

I prezzi dei voli su alcune tratte europee si sono avvicinati a quelli dei voli intercontinentali, rendendo i viaggi aerei sempre più costosi. Allo stesso tempo, il settore delle compagnie aeree sta cercando di riprendersi dagli effetti della pandemia, mentre affronta le sfide delle turbolenze causate dal surriscaldamento globale.

I viaggiatori accettano la situazione

Nonostante l’aumento generalizzato dei prezzi dei voli, i viaggiatori sembrano accettare la situazione pur di non rinunciare alle vacanze. Non mancano le prenotazioni e, secondo uno studio condotto da Standard&Poor’s, i velivoli saranno completamente occupati nei mesi di luglio e agosto.

Le principali compagnie aeree europee, tra cui Ryanair, EasyJet, Iberia, British Airways e Lufthansa, non hanno registrato diminuzioni nelle vendite di biglietti, come evidenziato dallo studio. Gli aumenti dei prezzi dei voli sono principalmente attribuibili all’inflazione, all’aumento del costo del carburante e all’incremento dei costi di manutenzione legati alla scarsità di alcune materie prime.

Le controversie sindacali dei lavoratori del settore influenzano la situazione, con alcune compagnie che hanno deciso di aumentare le retribuzioni dei piloti e degli assistenti di volo al fine di evitare scioperi. L’analisi condotta da Infare, una società specializzata nel settore, ha rivelato che nel 2023 i prezzi dei biglietti aerei sono aumentati del 22,5% rispetto al 2022. Durante l’estate, si sono registrati aumenti che hanno raggiunto picchi fino al 35%.

Nonostante l’aumento dei costi, i viaggiatori continuano a prenotare i loro voli, dimostrando una forte voglia di viaggiare nonostante le spese maggiori. Le compagnie aeree, d’altro canto, cercano di far fronte alle sfide economiche e operative legate all’aumento dei prezzi, garantendo al contempo un servizio di qualità ai loro passeggeri.

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