Venere di Open to Meraviglia ricca anche di Strafalcioni, i Fan sui social non perdonano

Scritto da Maria Luisa Congiu, 1 Settembre 2023 - Tempo di lettura: 3 minuti

Qualcosa non quadra, a partire dal suo luogo di nascita

Abbiamo da poco assistito aalla rinascita della Venere di Open to Meraviglia, protagonista di una delle promozioni più discusse e controverse, orchestrata dal Ministero del Turismo sotto la guida di Daniela Santanchè. L’account Instagram di questo iconico personaggio è tornato alla ribalta il 30 agosto, lo stesso giorno in cui Repubblica ha rivelato l’esistenza di un’inchiesta della Corte dei Conti sulla campagna ministeriale.

Venere di Open to Meraviglia ricca anche di Strafalcioni, i Fan sui social non perdonano

Nel corso di questa improvvisa riapparizione, l’account ha deliziato i fan con una serie di foto che ritraggono la Venere in vari aeroporti. Tuttavia, ciò che ha attirato l’attenzione e ha scatenato discussioni è stata una dichiarazione piuttosto sconcertante: “Venere a Porto Venere, dove sono nata 570 anni fa”. Questa affermazione ha destato perplessità in quanto la Venere di Botticelli, celebrata in tutto il mondo, è tradizionalmente associata a Cipro, e il famoso quadro di Sandro Botticelli risale al 1485, meno di 540 anni fa.

 

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Le reazioni dei fan non si sono fatte attendere, e alcuni commenti sono anche stati piuttosto impietosi. Ad esempio, qualcuno ha paragonato la situazione a quando a scuola ci venivano assegnati compiti per le vacanze, e si procrastinava fino a dover fare tutto il giorno prima. Tuttavia, in questa situazione, il professore è rappresentato dalla Corte dei Conti, mentre la Venere sembra impegnata a creare collage con Paint.

Il Dibattito Continua

Il ritorno della Venere di Open to Meraviglia ha scatenato nuovamente il dibattito sulle strategie promozionali e sulla trasparenza delle campagne ministeriali. Mentre alcuni fan continuano a sospettare della coincidenza tra la riattivazione dell’account e l’inchiesta della Corte dei Conti, altri non possono fare a meno di notare l’ironia della situazione. Resta da vedere come si evolverà questa enigmatica saga, e se la Venere riuscirà a dissipare i dubbi dei suoi seguaci.

Cosa era successo prima dell’estate

Chi sperava in un “purché se ne parli!” dovrà ricredersi. La campagna di Venere ha certamente generato una quantità significativa di discussioni sui social media, con meme e commenti, ma non per i motivi previsti inizialmente nell’ambito di un contratto da 9 milioni di euro. A parlarne non sono stati i turisti stranieri, ma gli italiani stessi, che hanno mostrato un’apprezzabile conoscenza del proprio paese, rivelando alcune imperfezioni nella campagna.

Tuttavia, erano emerse anche una serie di problematiche tecniche relative agli spot della Venere influencer. Come riportava Selvaggia Lucarelli sul Fatto Quotidiano, alcune scene dello spot pubblicitario, in cui giovani degustano vino in una cantina, sono state girate in Slovenia, non in Italia, come erroneamente annunciato per primo da Massimiliano Milic della casa di produzione Terroir Films, con sede a Trieste.

Inoltre, Iacopo Melio, consigliere regionale in Toscana, aveva sollevato il problema delle immagini della Venere caricate sul sito del ministero e condivise attraverso Whatsapp. Le immagini erano state caricate senza una compressione adeguata per poter essere trasferite tramite l’app di messaggistica, e ancor peggio, erano state pubblicate sul portale senza un’adeguata ottimizzazione per i motori di ricerca, un aspetto fondamentale per una campagna promozionale online di successo.

Un altro problema riguardava la mancanza di un dominio dedicato. Sebbene la Venere avesse lanciato l’account “venereitalia23” sui social media, non aveva collegato un dominio specifico. L’indirizzo “Opentomeraviglia” era stato acquisito da terzi. È importante notare che un sito preesistente, quello dell’Enit (italia.it), era stato utilizzato per riferire ai post social della Venere. Nonostante la vasta copertura mediatica, il potenziale di questa strategia è rimasto inutilizzato.

Un altro aspetto evidenziato da Open riguardava la promozione di hotel di lusso su Italia.it, con suite dai costi esorbitanti e strutture che escludono la presenza di bambini. Questo potrebbe avere limitato il richiamo a un’ampia fascia di potenziali turisti.

Infine, Selvaggia Lucarelli sul Fatto riportava il problema delle traduzioni automatiche dal tedesco di alcune località italiane presenti su Italia.it, collegato alla campagna della Venere ma già esistente. Nelle traduzioni, nomi specifici di località sono stati confusi in una traduzione grossolana con parole comuni (Brindisi con Toast, Scalea con Treppe, Camerino con Garderobe e Fermo con Stillstand), creando un’enigmatica confusione tra le destinazioni italiane e il loro significato in tedesco.

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