San Luigi Gonzaga, 21 giugno: oggi si ricorda il santo della Fede e del sacrificio

Scritto da Valentina Fiordaliso, 21 Giugno 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti

In questo giorno in cui ricordiamo San Luigi Gonzaga, possiamo riflettere sul suo esempio di vita e vivere secondo la fiducia in Dio.

Oggi si celebra San Luigi Gonzaga, un giovane santo che rappresenta un fulgido esempio di come vivere sotto gli occhi di Dio anziché sotto quelli degli uomini. Nel Vangelo di Matteo (6,1-6.16-18), leggiamo un passaggio che avverte di fare attenzione a praticare le buone azioni per essere ammirati dagli altri, poiché in tal caso non si otterrà ricompensa presso il Padre celeste. San Luigi Gonzaga è considerato il santo protettore dei giovani, degli studenti, dei seminaristi ed un tempo anche dei malati di peste. Viene spesso invocato come intercessore per la purezza, la castità e la crescita spirituale dei giovani.

Luigi Gonzaga, discendente della nobile famiglia Gonzaga, era destinato a una vita di potere e prestigio come principe e uomo di spicco. Tuttavia, egli scelse di seguire Gesù nella povertà e abbandonò tutto, rinunciando ai suoi titoli nobiliari per diventare un religioso gesuita. Morì come un semplice malato durante l’epidemia di peste a Roma, infettato da un povero che aveva soccorso lungo una strada.

Vita di Luigi Gonzaga

La vita di Luigi Gonzaga rappresenta un esempio luminoso di ciò che significa vivere sotto gli occhi di Dio, anziché sotto quelli degli uomini. L’elemosina, il digiuno e la preghiera, menzionati nel Vangelo di oggi, erano elementi fondamentali della religiosità israelita. Gesù cerca di purificarli dalla tentazione di viverli come mezzi per mettersi in mostra, ma li presenta come strumenti per imparare a essere veri credenti.

Il punto debole che Gesù tocca riguarda il bisogno di riconoscimento da parte degli altri che ogni uomo e donna sperimenta. È umano desiderare l’approvazione e lo sguardo positivo degli altri. Tuttavia, non dobbiamo permettere che questo bisogno ci spinga a cercare esclusivamente l’approvazione degli altri, altrimenti finiremmo per interpretare una parte piuttosto che agire come uomini e donne che credono veramente nel bene che fanno.

San Luigi Gonzaga ci insegna che vivere sotto gli occhi di Dio significa mettere da parte il desiderio di essere ammirati dagli uomini e concentrarsi invece sulla nostra relazione con Dio. L’approvazione e il riconoscimento umano possono essere fugaci e incerti, ma il favore di Dio è eterno. Dobbiamo perseguire la bontà e la giustizia non per apparire agli occhi degli altri, ma per rispondere al nostro profondo desiderio di vivere secondo i comandamenti di Dio e di amare il prossimo come noi stessi.

In questo giorno in cui ricordiamo San Luigi Gonzaga, possiamo riflettere sul suo esempio di vita e cercare di vivere secondo la stessa fiducia in Dio, abbandonando la ricerca smodata dell’ammirazione umana e concentrandoci invece su ciò che è veramente importante agli occhi di Dio. La nostra vita troverà significato e pienezza quando la vivremo alla luce della nostra relazione con il divino, testimoniando il vero amore e la generosità che derivano da questa comunione.

Devozione e Sacrificio

È una storia di devozione e sacrificio quella di San Luigi Gonzaga, il patrono dei giovani e della gioventù. Nato il 19 marzo 1568 da una nobile famiglia, figlio del marchese Ferrante Gonzaga, fin da piccolo venne avviato dal padre al mondo delle armi. Già a soli 5 anni, indossava una mini corazza e un elmo, rischiando addirittura di rimanere schiacciato sparando un colpo di cannone. Tuttavia, a soli 10 anni, Luigi aveva già scelto una strada diversa, quella che attraverso l’umiltà, il voto di castità e una vita dedicata al prossimo, lo avrebbe condotto a Dio.

A 12 anni ricevette la prima comunione da San Carlo Borromeo, che era giunto in visita a Brescia. Luigi decise quindi di entrare nella compagnia di Gesù, ma dovette sostenere una dura lotta contro il padre per realizzare la sua vocazione. Una volta libero di seguire Cristo, rinunciò al titolo nobiliare e all’eredità, entrando nel Collegio Romano dei gesuiti. Qui si dedicò agli umili e agli ammalati, distinguendosi soprattutto durante l’epidemia di peste che colpì Roma nel 1590. Durante quella terribile epidemia, trasportando sulle spalle un moribondo, rimase contagiato e morì. Era il 1591 e Luigi aveva appena 23 anni. Oggi riposa nella chiesa di Sant’Ignazio di Campo Marzio, a Roma.

La storia di Luigi Gonzaga, tuttavia, va oltre il devozionismo superficiale. Al giorno d’oggi, all’alba del terzo millennio, possiamo tracciare un ritratto autentico di questo giovane marchese, liberandolo dalla rappresentazione zuccherina che gli è stata attribuita fin dal primo biografo, Virgilio Cepàri, nel 1606. La sua figura è stata rivalutata grazie ad approfondimenti storici e artistici, che ci hanno restituito un volto più virile e ricco di sensibilità.

Il XVI secolo, secolo in cui Luigi ha vissuto, è stato segnato dall’eresia di Lutero e Calvino. In questo contesto, Luigi ha saputo reagire con forza e determinazione. Nell’ambiente culturale e artistico dell’epoca, con Raffaello, Michelangelo, Ariosto e Tasso che operavano, Luigi ha dimostrato una profonda spiritualità, una fede viva capace di contrastare la corruzione della corte e di denunciare apertamente l’avarizia, l’insensibilità e la sete di potere della sua famiglia.

La sua vita di corte non è stata priva di sfide e tentazioni. Cresciuto in un ambiente nobile, Luigi ha sempre avuto la guida di grandi ideali. I suoi genitori, Ferrante Gonzaga e Marta Tana di Sàntena, si conobbero alla corte di Filippo II e si sposarono secondo le norme del Concilio di Trento.

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