La non poco ambiziosa (e forse illusoria) legge spagnola sull’obbligo delle “quote rosa” nelle grandi aziende

Scritto da Daniela Palma, 8 Marzo 2023 - Tempo di lettura: 2 minuti

In occasione della Giornata della Donna, giunge un pò idealizzante la legge del governo socialista di Pedro Sánchez che ha approvato una proposta per favorire una rappresentanza di genere nei consigli di amministrazione delle grandi aziende, nella composizione delle liste elettorali e del Consiglio dei ministri. Il governo spagnolo ha adottato una dichiarazione istituzionale in occasione della Giornata Internazionale della Donna, in cui ha ribadito il suo impegno per un paese femminista e per la promozione e la protezione dei diritti delle donne e delle ragazze, nonché per l’effettiva parità tra donne e uomini.

Il governo spagnolo ha ribadito il suo impegno per un paese femminista e per la promozione e la protezione dei diritti delle donne.

La proposta prevede che i consigli di amministrazione delle grandi aziende siano composti obbligatoriamente per almeno il 40 per cento da donne e che anche nei consigli di amministrazione degli ordini professionali le persone di ciascun sesso non siano inferiori al 40 per cento. Nessun premio o riconoscimento finanziato con denaro pubblico potrà essere assegnato da una giuria che non rispetti un’uguale rappresentanza tra i generi.

Il disegno di legge prevede inoltre un’alternanza di genere obbligatoria nella composizione delle liste elettorali e nella composizione del governo. Se approvata, la nuova legge si applicherà a tutte le società quotate in borsa entro il primo luglio del 2024 e a tutte le società con almeno 250 dipendenti e 50 milioni di euro di fatturato annuo entro il 30 giugno 2026. La proposta è coerente con una direttiva dell’Unione Europea emanata lo scorso anno.

Tale legge garantirà che la parità non dipenda più dalla sensibilità politica di chi è a capo del governo, ma diventerà un obbligo. Il governo di Sánchez è considerato uno dei più progressisti in Europa in tema di diritti e lotta alle disuguaglianze, come dimostrano la recente approvazione della legge sulla “Ley Trans” e della riforma della legge sull’aborto.

La prima vicepresidente e ministra degli Affari Economici e della Trasformazione Digitale, Nadia Calviño, durante il suo intervento nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri. | Pool Moncloa/Borja Puig de la Bellacasa

La vicepresidente Nadia Calviño ha sottolineato che la parità di genere guida l’azione del governo spagnolo dal 2018 per motivi di giustizia sociale e di razionalità economica, in quanto è necessario sfruttare al 100% il talento femminile per migliorare la produttività delle aziende e ottenere una crescita più forte e sostenibile nel tempo.

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