Lucio Fontana nell’anniversario della sua morte: l’Arte Spazialista e la Sua Eredità

Scritto da Simone Petrella, 7 Settembre 2023 - Tempo di lettura: 3 minuti

Il 7 settembre del 1968 il mondo dell’arte piangeva la perdita del maestro, il pittore, ceramista e scultore Lucio Fontana. D’origine italiana nacque a Rosario, in Argentina, nel 1899, ma il suo destino artistico si sarebbe sviluppato a Milano, dove tornò nel 1927 per frequentare l’Accademia di Brera e diplomarsi nel 1930. Tornò poi a Buenos Aires nel 1946, dove pubblicò il “Manifiesto blanco” definendo una nuova forma d’arte legata alle dimensioni di tempo e spazio. L’anno successivo, insieme a Beniamino Joppolo, Giorgio Kaisserlian e Milena Milani, fondò lo spazialismo, un movimento artistico supportato dalla Galleria del Cavallino di Venezia, e scrisse il Primo Manifesto dello spazialismo.

Lucio Fontana nell'anniversario della sua morte: l'Arte Spazialista e la Sua Eredità

Lucio Fontana nell’anniversario della sua morte: l’Arte Spazialista e la Sua Eredità

La Visione Spazialista di Lucio Fontana

La visione artistica di Lucio Fontana si evolveva costantemente. Nel 1951, intervenendo a un convegno alla Triennale di Milano, Fontana propose un’arte basata sull’unità del tempo e dello spazio. Egli concepiva l’arte come una somma di elementi fisici, tra cui colore, suono, movimento, tempo e spazio, creando un’unità fisico-psichica. Nel 1951, pubblicò il “Manifesto tecnico dello spazialismo,” seguito l’anno successivo dal “Manifesto del movimento spaziale per la televisione,” in cui si enunciava l’obiettivo di rendere l’arte svincolata dalla materia e in grado di durare nel tempo e nello spazio.

Fontana aveva trovato ispirazione nelle immagini della Terra catturate da un missile lanciato nello spazio nel 1946. Queste foto, pubblicate su Life e trasmesse dai cinegiornali, ebbero un profondo impatto sull’artista. Nel 1961, egli creò l’opera “Fonti di energia,” un soffitto al neon per “Italia 61,” ispirandosi ai primi viaggi spaziali dell’uomo.

Oltre i Buchi e i Tagli di Fontana c’è un credo storico e culturale

Negli anni ’50, Fontana iniziò a realizzare tele con buchi e successivamente divennero celebri i suoi “tagli.” Ma la sua carriera artistica non si limitò a queste opere iconiche. Creò sculture figurative, opere in ceramica, decorazioni a soffitto e lampadari al neon. Collaborò con importanti architetti italiani, tra cui Gio Ponti, Carlo Scarpa, e molti altri.

I tagli di Fontana

I buchi e i tagli di Fontana rappresentavano una metafora dello spazio, della luce e della creazione. Questi gesti artistici permettevano di superare i limiti della bidimensionalità della tela, aprendo una nuova dimensione nell’arte. Fontana voleva svincolare l’arte dalla materia per rendere eterna l’idea artistica.

La sua eredità artistica continua ancora oggi, con artisti che seguono le sue ricerche spaziali. La mostra “La tela violata” a Lucca ha esplorato queste esperienze attraverso opere provenienti da collezioni private e pubbliche di vari artisti spazialisti. Lucio Fontana ha aperto nuove prospettive nell’arte contemporanea, dimostrando che l’arte può superare i confini della bidimensionalità e dell’immobilità, diventando un’esperienza tridimensionale e dinamica.

Carriera in breve

Durante la sua carriera, Fontana esplorò una vasta gamma di media artistici, tra cui pittura, scultura, ceramica e lavori in ceramica. È conosciuto principalmente per le sue opere legate al movimento dello Spazialismo, che egli co-fondò nel 1947. Questo movimento cercava di superare i limiti tradizionali dell’arte, enfatizzando l’importanza dello spazio e del tempo nell’esperienza artistica.

Tra le sue opere più iconiche ci sono le tele bucate e i “tagli,” in cui Fontana creava buchi o tagliava direttamente la tela, trasformandola in una superficie tridimensionale. Questi gesti artistici rappresentavano la sua visione di un’arte che fosse libera dalla mera rappresentazione bidimensionale e che potesse esplorare nuovi orizzonti spaziali.

Lucio Fontana morì il 7 settembre 1968, ma la sua eredità artistica continua a influenzare artisti contemporanei e il mondo dell’arte contemporanea. La sua ricerca di nuove forme di espressione artistica attraverso l’uso dello spazio e del gesto ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’arte del XX secolo.

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