Barbie taglia un altro record, destinato a diventare il film di maggior successo nella storia della Warner Bros

Scritto da Elvira Puglisi, 28 Agosto 2023 - Tempo di lettura: 5 minuti

Un successo mondiale senza sosta quello del film “Barbie” nonostante l’Avvicinarsi di “Oppenheimer” negli incassi che è già vicino agli 800 Milioni di Dollari a Livello Globale.

Un nuovo traguardo per “Barbie”, destinato a diventare il film più visto nella storia della Warner Bros. Nei prossimi giorni, “Barbie” supererà “Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2” come il film con il maggiore incasso globale nella storia della casa di produzione. Nel fine settimana, il film ha guadagnato 18,2 milioni di dollari da 12.852 schermi distribuiti in 75 territori internazionali, portando l’incasso mondiale a 1,34 miliardi di dollari.

Barbie taglia un altro record, destinato a diventare il film di maggior successo nella storia della Warner Bros

L’impeto travolgente di “Barbie” si è rivelato un toccasana per la Warner Bros., risanando le ferite causate dal fallimento di “The Flash” e dai risultati negativi di produzioni passate come “Don’t Worry Darling“. Ma non solo, Barbie ha superato ogni aspettativa, surclassando non solo le pellicole dei cinecomics, che avevano raggiunto cifre considerevoli negli anni recenti, ma persino le uscite più rilevanti del 2023, riuscendo ad essere il miglior debutto dell’anno.

Gli altri film che stanno incassando di più

Le sue imprese non si fermano qui. È probabile che Barbie supererà a breve Super Mario Bros diventando quindi il film di maggior successo al botteghino di tutto il 2023. A dirla tutta, non possiamo non menzionare il nuovo capolavoro di Christopher Nolan, “Oppenheimer“, che si sta velocemente avvicinando alla soglia dei 800 milioni di dollari al botteghino, grazie agli 29,1 milioni di dollari guadagnati. Questo dato ha portato la biografia su J. Robert Oppenheimer e la creazione della bomba atomica a un incredibile incasso globale di 777 milioni di dollari – una cifra sorprendente per un dramma R-rated così intenso. Non da meno, pensiamo che l’imminente debutto in Cina – data la trama della storia – potrebbe sancirne il successo mondiale.

Nel frattempo, il film di Sony “Gran Turismo” ha aggiunto altri 11 milioni di dollari al suo incasso globale, portandolo leggermente oltre i 53 milioni di dollari. L’avventura automobilistica ha conquistato le vette del botteghini, guadagnando 17,3 milioni di dollari, ma potrebbe presto cedere il trono a “Barbie” una volta che i dati finali saranno calcolati.

“Meg 2: The Trench” ha guadagnato altri 15,2 milioni di dollari da 16.224 schermi distribuiti in 77 mercati internazionali. Ciò ha portato il suo incasso globale a 352,5 milioni di dollari. A differenza di altri film hollywoodiani che hanno faticato in Cina ultimamente, “Meg 2” ha beneficiato enormemente dal mercato cinese, guadagnando 112,9 milioni di dollari. La Warner Bros ha distribuito il film, incentrato su uno squalo primordiale, così come ha fatto con “Blue Beetle”, un adattamento di un fumetto DC. Quest’avventura supereroistica ha guadagnato un stimato di 10 milioni di dollari nel fine settimana. A livello globale, l’opera ha incassato 81,8 milioni di dollari, risultato deludente considerando che la produzione è costata oltre 100 milioni di dollari.

Il successo di Barbie

In un periodo contraddistinto da controversie, crisi economiche e dalla crescente attrazione per l’esperienza in streaming per un cinema “da casa”, il trionfo di “Barbie” non solo rinvigorisce la fiducia nell’esperienza cinematografica in sala, ma contribuisce anche a stabilizzare l’industria in uno dei suoi momenti più difficili. Ciò alimenta la vitalità delle sale cinematografiche in tutto il mondo, dalle grandi catene multisala fino ai pochi cinema indipendenti rimasti nelle province.

L’entusiasmo suscitato dalla “manìa Barbie” si traduce in un vantaggio non solo per i cinema ma anche per gli spettatori e per gli studiosi, dimostrando che un cinema più pop come Barbie, sia capace di attrarre il pubblico in sala anche al di fuori di nicchie come il genere fantastico dei supereroi, che ultimamente sembrano perdere terreno insieme alla grande animazione Disney e Pixar.

La mania attorno a “Barbie” è contagiosa: questa frenesia si è rispecchiata nei posti esauriti, negli spettatori che indossano abiti a tema ma soprattutto nella varietà di pubblico, insolitamente trasversale e eterogeneo, che ha affollato le sale. Tra uomini e donne (circa il 65% secondo i dati iniziali), bambini e famiglie, adolescenti (circa il 40% sotto i 25 anni), adulti e anziani, le ragioni variano ma il punto è che tutti erano lì, indipendentemente dall’età o dal genere. I posti a sedere sembravano essere occupati casualmente, sfidando ogni concetto di target.

Questo dimostra che “Barbie” è un film diverso dagli altri, in grado di attrarre un pubblico variegato (anche se, va detto, non sempre questa diversificazione è positiva e coerente con la qualità del film). La campagna di marketing intelligente ha già rivelato questa versatilità fin dal trailer, con uno slogan che sottolineava come il film fosse adatto sia a chi ama sia a chi odia Barbie, senza distinzioni. Oltre alle discussioni sul successo del film, è interessante chiedersi come sia stato possibile raggiungere tali risultati al botteghino. Semplicemente realizzare un film su una famosa bambola? La presenza di un’icona pop come Barbie è sufficiente a trascinare un pubblico così vasto sin dalle prime proiezioni? La risposta è prevalentemente negativa, specialmente se consideriamo la reazione tiepida che aveva suscitato nei primi anni l’annuncio del film.

Allora cosa è successo tra l’annuncio e l’uscita effettiva? La massiccia e persuasiva campagna promozionale orchestrata da Mattel, una delle più efficaci nella storia recente del cinema. Le collaborazioni con brand di moda, che hanno promosso l’abbigliamento rosa e vintage, l’allestimento di scatole giganti del giocattolo nelle sale cinematografiche, la pubblicità tradizionale, tra cartelloni e spot televisivi, ma soprattutto il ruolo dei protagonisti. Oltre a Margot Robbie, che sembra incarnare Barbie perfettamente nelle sue ultime apparizioni pubbliche, anche Ryan Gosling, da tempo oggetto di meme, e Dua Lipa, autrice della canzone “Dance The Night”, con un piccolo ruolo, hanno contribuito al successo.

A ciò si aggiunge il messaggio veicolato dal film e il linguaggio postmoderno con cui viene comunicato, in linea con l’era attuale. Questa strategia, insieme alla necessità di svago dopo periodi difficili, all’idea di cercare gli easter egg nascosti nel film e al richiamo a opere come “Clueless” e “Mean Girls”, ha reso il film molto attraente. Anche gli scettici sono stati conquistati, e pochi sembrano disposti a privarsi di questa esperienza o a rimanere fuori dalla discussione. Oltre le divergenze di gusti e opinioni, c’è qualcosa che tutti possono apprezzare.

La regista Greta Gerwig, quarant’anni appena compiuti, è la prima donna a entrare nel ristretto club dei registi che hanno superato il miliardo di incassi. Questo club, fino a poco tempo fa, era composto solo da ventotto uomini, con Steven Spielberg al primo posto. Il suo ingresso rappresenta una prova della validità del messaggio centrale del film stesso, legato all’emancipazione delle donne. Jeff Goldstein e Andrew Cripps della Warner Bros. hanno ammesso che “Barbillion” (un gioco di parole tra “Barbie” e “billion”, che significa “miliardo”) ha superato addirittura le loro previsioni più ottimistiche. Viva l’empowerment femminile.

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