Cocainorso: il film sull’orso strafatto di cocaina è horror che non sa se far paura o far ridere

Scritto da Francesco Marangi, 22 Aprile 2023 - Tempo di lettura: 3 minuti

Grottesco e divertimento si intersecano con l’horror movie di un’orsa che si imbatte in un carico di droga e ne subisce l’effetto psicotico

Da giovedì 20 aprile è in sala “Cocainorso“, un film che ha già sollevato qualche polemica riguardo alla sua uscita in contemporanea con la vicenda dell’orsa JJ4. Ma, a prescindere da ciò, la pellicola si è già conquistata l’attenzione del pubblico per la sua scorrettezza e il suo “dark humor” al limite del grottesco.

Il film “Cocainorso” diretto da Elizabeth Banks e scritto da Jimmy Warden, si ispira alla tragica storia di “Pablo Escobear”, l’orso ucciso nel 1985 nella foresta di Chattahoochee, in Georgia, a causa di una dose eccessiva di cocaina. Nonostante la storia intrigante, il film si presenta come una commedia horror che alterna momenti comici a sequenze tese, senza approfondire alcun tema.

L’orso viene utilizzato come un mostro sovrannaturale moralmente ambiguo, e ciò produce le poche sequenze tese del film. Il cast del film, composto da Keri Russell, Alden Ehrenreich, Margo Martindale e Ray Liotta, cerca di tirare fuori il massimo dai personaggi, ma questi restano scritti in modo poco soddisfacente.

La storia che ispira il film è intrigante e potrebbe avere molte implicazioni, tuttavia il film si limita a una commedia horror che non approfondisce alcun tema. Lo stile del film è confuso e le scelte produttive e di cast sembrano voler dare al film una pretesa maggiore rispetto al risultato finale.

Una sceneggiatura corale ed un inizio promettente

Lo sceneggiatore Jimmy Warden ha scelto di utilizzare diverse storie di gruppetti di personaggi con tensioni sopite e cliché come gli sbirri, i gangster, la ragazzina ribelle e la madre single, per confezionare un racconto corale che ruota intorno all’orso protagonista. La parte migliore del film è l’inizio, dove si gioca la carta degli anni ’80 evocando l’isteria e gli spot anti-droga dell’epoca. Tuttavia, questo stile nostalgico viene abbandonato rapidamente.

L’orsa come forza della natura e la storia di Pablo Escobear

Nella pellicola, l’orsa è gestita come una sorta di forza della natura mossa unicamente dal caos, sia sul piano narrativo che nella messa in scena. Pablo Escobear è il nomignolo affibbiato all’orso trovato morto nel 1985 nella foresta di Chattahoochee, in Georgia, a causa di una dose eccessiva di cocaina proveniente da un carico di droga di proprietà del narcotrafficante Andrew Thornton. L’uomo stava sorvolando la zona a bordo del suo Cessna 404, inseguito dalla polizia federale, e nel tentativo di farla franca scelse di alleggerire il carico per poi buttarsi col paracadute, finendo tuttavia per impigliarvisi fino a schiantarsi. Il corpo dell’orso è ora imbalsamato ed esposto in un centro commerciale del Kentucky, con tanto di cappellino.

Il film “Cocainorso” si presenta come una commedia horror indecisa tra il sangue e le risate, che non riesce a sfruttare appieno la storia intrigante di “Pablo Escobear”. Un orso strafatto di cocaina che semina terrore nei boschi è il protagonista di una commedia che, sebbene non abbia le pretese di vincere l’Oscar, si presenta come un’ora e mezza di intrattenimento per stomaci forti e palati grezzi.

Iniziato con “Sharknado”, il filone dei cosiddetti “Z-Movie” sembra trovare un nuovo campione in Cocainorso. Nonostante l’eccesso e la volgarità, la pellicola è stata realizzata con una buona dose di passione e creatività.

La trama, basata su una storia vera che non ha molto a che vedere con la storia di questo film, vede l’orsa sopravvivere all’ingestione di cocaina e diventare un “villain” impazzito che semina il panico tra i protagonisti. Ma non sono solo dei semplici avventori del bosco: ognuno ha la propria storia che si intreccia con quella degli altri, creando un amalgama improbabile ma divertentissimo.

Il film si distingue anche per la qualità della computer grafica, che fondamentalmente non fa male agli occhi, e per l’originalità dei “jump scare”, le scene di paura che fanno saltare sulla sedia. Insomma, Cocainorso è una sorpresa piacevole, un regalo per chi cerca un’ora e mezza di svago senza troppe pretese.

Trailer de Cocainorso

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