Primadonna, il film che racconta la storia (vera) della prima donna italiana che rifiutò il matrimonio riparatore

Scritto da Daniela Palma, 12 Aprile 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti

Trama, cast e recensione del film Primadonna, in siciliano stretto, che racconta i costumi del tempo ed il ruolo della donna non emancipata

Ispirato a una vera storia della Sicilia degli anni Sessanta, il film Primadonna segna il sorprendente debutto cinematografico di Marta Savina, che ha partorito un cineromanzo basato sulla vicenda di Franca Viola (nome reale), che nel 1966 rifiutò il matrimonio riparatore, previsto dalle leggi dell’epoca dopo la cosiddetta fuitina, contestando il fatto di essere stata consenziente al suo rapitore e stupratore.

Nella storia della nostra Costituzione, sarà solo nel 1981 che il cosiddetto matrimonio riparatore – atto che cancellava di fatto il reato di stupro – verrà definitivamente eliminato dal codice penale.

Il film, presenta alcune peculiarità: innanzitutto è stato girato in siciliano stretto e sottotitolato, come si è visto alla presentazione del film al London Film Festival e ad Alice nella Città, dove ha vinto il Concorso Panorama Italia.

Trama del film Primadonna

La protagonista è Lia Crimi, interpretata da Claudia Gusmano, una giovane di ventun’anni, semplice e solida, che lavora nei campi con il padre (interpretato da Fabrizio Ferracane) e che ha una debolezza per Lorenzo Musicò (interpretato da Dario Aita), il figlio del boss locale.

Lorenzo viene colpito dalla sua bellezza e quando Lia rifiuta le sue avances, irato la rapisce con l’aiuto di alcuni complici e la stupra. A Lia viene proposto il matrimonio riparatore, ma la ragazza va contro le regole imposte dal contesto sociale, rifiuta le nozze e decide di denunci

Quando Lorenzo crede di aver agito nel giusto seguendo il collaudato rituale della ‘fuitinà‘, è Lia non ci sta e si ribella, denunciandolo ai carabinieri. A Lia non sono piaciuti i metodi di questo corteggiamento e, nonostante ricambiasse inizialmente il gioco di simpatia e di sguardi, dalla fuitina inizia per lei e la sua famiglia un inferno fatto di tribunali e persecuzioni da parte di mafiosi e abitanti del paese.

Lia è stata probabilmente la prima donna ad aver anteposto la propria autodeterminazione ai costumi dell’epoca, in un mix di coraggio e di avanguardismo che solo decenni dopo possiamo dare per scontato.

Il film, prodotto da Capri Entertainment in collaborazione con Medset Film, Tenderstories, Rai Cinema, Vision Distribution e Sky racconta in primis la storia di autodeterminazione femminile, sebbene abbia subito una rielaborazione cinematogarfica che ha fatto perdere i confini originali.

“Sono partita dall’idea che gli esseri umani sbaglino, indipendentemente dal fatto di essere uomini o donne. Non c’è un vero cattivo in questo film”, spiega la regista, “neppure Lorenzo è un vero antagonista. Le sue azioni atroci dipendono dalla sua normalità, solo quando si ritrova in tribunale capisce di aver sbagliato”.

Claudia Giusmano, attrice già nota nelle scuole teatrali siciliane per i suoi ruoli in La mafia uccide solo d’estate e Guida astrologica per cuori infranti, interpreta il ruolo di Lia e si immedesima completamente nel personaggio contemporaneo. Racconta Lia come una donna moderna, coraggiosa, una ragazza che ha subito un’ingiustizia. Un film che forse per la prima volta parla più agli uomini che alle donne, su un argomento prettamente tinto di rosa, perché le donne conoscono di fatto tute le sfumature di questi contesti.

Lei e il suo stupratore sono entrambi le vittime, ognuno a modo suo, della società in cui sono cresciuti, perché l’educazione sociale è un contesto che all’epoca non esisteva, almeno non secondo i canoni moderni.

Cast del film Primadonna

Nel cast del film figurano anche Paolo Pierobon, Francesco Colella, Manuela Ventura, Angelo Faraci e Thony. La visione di Primadonna permetterà il confronto e il dibattito sui principali temi del film: dalla violenza di genere alla cultura della non violenza.

Recensione del film. Il pensiero che affiora guardando il film, come spesso accade, si confronta con i fatti di attualità per cui vengono subito in mente le rivoluzioni portate avanti dalle donne iraniane contro il regime dei mullah. Solo la determinazione ed il coraggio possono portare al cambiamento.

In una dimensione parallela, distante nello spazio e nel tempo ma appropriata, la narrazione affronta in modo trasversale il concetto del matrimonio riparatore, che avrebbe dovuto guarire le ferite di un incomprensibile tradimento d’onore perpetrato da un uomo che considera la donna come sua proprietà. “Primadonna” di Marta Savina è un film che per tematiche ed argomentazioni entra direttamente nel nocciolo della questione, esaminando la lotta di una protagonista che non è solo un personaggio di una pellicola, ma una storia che è stata indossata da persona a tutti gli effetti nel mondo reale.

Questa è una differenza basilare quando si racconta una parte di una storia vera come quella del film, che ci riporta a un’epoca non così remota. Anzi, ancora oggi l’onore e il disonore sono i corrotti arbitri di molte realtà familiari radicate in diverse culture patriarcali del mondo.

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