La lunga intervista al De Telegraaf di Agnelli che parla di Superlega, top club europei, diritti televisivi in Italia. Il futuro del calcio passa da qui?

Scritto da Alessandro Tavani, 26 Febbraio 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti

Agnelli intervistato dal giornale olandese De Telegraaf rivela alcuni particolari sulla vicenda Uefa versus Superlega che potrebbero contribuire a mettere in chiaro alcuni passaggi sulla condizione attuale del calcio nei vari campionati e la distribuzione dei diritti tv che porterà ad un calo dell’audience in nazioni come l’Italia.

Il calcio europeo è in fermento, tra rivoluzioni e contrapposizioni. L’ultimo atto è stato la vicenda della Superlega, che ha fatto discutere e polarizzato l’opinione pubblica, ma che sembra avere ancora molto da dire. A parlarne, in queste ore, è Andrea Agnelli, ex presidente della Juventus e uno dei principali fautori della nuova competizione. In un’intervista al quotidiano olandese “De Telegraaf”, Agnelli ha rivelato alcuni particolari sulla vicenda che potrebbero contribuire a mettere in chiaro alcuni passaggi sulla condizione attuale del calcio nei vari campionati e la distribuzione dei diritti tv che porterà ad un calo dell’audience in nazioni come l’Italia.

Il problema, secondo Agnelli, è il monopolio della Uefa e la mancanza di un sistema che possa garantire ai club un futuro finanziariamente stabile. In un futuro in cui i club non affrontino questi problemi, nel caso in cui un anno non si qualifichino per le competizioni europee, cosa capiterebbe loro? Perché questo è un problema reale per qualsiasi club, ha spiegato Agnelli. “L’Ajax è diventato campione d’Olanda nel 2019, ha vinto la coppa e la Supercoppa e ha disputato le semifinali di Champions League. Due mesi dopo, il club sarebbe potuto essere eliminato nel turno preliminare della nuova Champions League. Con una tale incertezza, non è possibile come un club possa prendere decisioni a lungo termine sostenibili e sane economicamente”.

Agnelli al De Telegraaf rilancia sulla Superlega: “E’ necessaria”

Ecco perché, secondo Agnelli, è necessario un sistema di campionati nel calcio europeo di vertice, che garantisca maggiori opportunità finanziarie e sportive per ogni club. Un sistema che rompa il monopolio della Uefa e che permetta ai club di prendere decisioni a lungo termine, senza dover affrontare l’incertezza di non qualificarsi per le competizioni europee.

Ma quali sarebbero le conseguenze di un simile sistema? Secondo Agnelli, la distribuzione dei diritti tv sarebbe diversa e questo potrebbe portare ad un calo dell’audience in alcune nazioni, come l’Italia. “Ovviamente ci sarebbero nazioni che perderebbero diritti tv, come l’Italia. Ma questo è un problema che va affrontato e risolto, non si può lasciare che il calcio sia prigioniero di un sistema che non funziona più”.

Insomma, la vicenda della Superlega non sembra ancora essere stata chiusa del tutto. Le parole di Agnelli, che torna a parlare dopo un mese e mezzo dall’ultimo atto da ex-presidente della Juventus, fanno riflettere sulla condizione attuale del calcio europeo e sulle possibili soluzioni per il futuro. Una cosa è certa: il calcio è in evoluzione e la Superlega potrebbe essere solo l’inizio di una nuova era.

Ecco il ritaglio dell’intervista di Agnelli al giornale olandese.

Futuro incerto per molti club di seconda fascia

Andrea Agnelli, afferma che il sistema attuale non offre un futuro ai club come Ajax, Anderlecht, Celtic, Benfica, Panathinaikos e Stella Rossa di Belgrado. Aggiunge che molti vincitori in competizioni nazionali e internazionali sono già noti in anticipo a causa degli introiti che i club ottengono dal mercato nazionale. Questo sistema avvantaggia i club più ricchi e prevedibili, lasciando poco spazio per l’emozione e la sorpresa. Per questo motivo, Agnelli sostiene l’idea di un campionato europeo con diverse divisioni, con un sistema di promozione e retrocessione, che offra pari opportunità ai club. Egli afferma che la Uefa ha il monopolio sul calcio europeo e frena ogni iniziativa per un sistema più equo. Agnelli si chiede se la Corte europea permetterà alla Uefa di mantenere questa posizione monopolistica. Egli spera che un nuovo sistema possa essere introdotto per salvare l’emozione e la passione del calcio.

Una perdita di interessi “fisiologica” per le nuove generazioni

Andrea Agnelli, ex-presidente della Juventus, ha espresso la sua opinione sui problemi del sistema calcistico europeo, affermando che molti campionati nazionali sono di scarso interesse poiché i vincitori sono già noti in anticipo grazie agli introiti dei club nel loro mercato nazionale. Ha inoltre sostenuto la necessità di una competizione internazionale che dia pari opportunità a tutti i club partecipanti, in modo da evitare che il calcio diventi prevedibile e il pubblico si allontani. Ha proposto l’istituzione della Superlega europea con diverse divisioni, che preveda uno schema di promozione e retrocessione e dia pari opportunità ai club. Ha inoltre affermato che il sistema attuale aumenta il divario tra i club inglesi e spagnoli e gli altri e ha sottolineato l’importanza di una maggiore democrazia sportiva per dare a tutti i club, indipendentemente dalla loro provenienza, la possibilità di vincere. Non è che un tifoso polacco o portoghese abbiano meno diritto di veder la propria squadra trionfare in Europa, che senso ha vincere un campionato nazionale e poi vedere la Premier League spartirsi la maggior parte dei premi anche televisivi della Champions, difatti indebolendo le altre squadre europee? Agnelli sostiene che si dovrebbe mirare a una maggiore democrazia sportiva, consentendo a tutti i club di avere pari opportunità di successo.

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