Quindi il traforo del Monte Bianco chiude o no? Ecco l’accordo Italia-Francia che salva i trasporti

Scritto da Maria Luisa Congiu, 31 Agosto 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti

Accordo Roma-Parigi: Lavori Rinviati e Export Italiano Sollevato, i trasporti tra Italia e Francia non verranno tagliati (per il momento)

Un respiro di sollievo per il settore dell’export italiano: grazie all’accordo raggiunto tra Roma e Parigi, i trasporti su strada tra Italia e Francia non subiranno interruzioni. La prospettiva di chiusura del traforo del Monte Bianco, originariamente prevista per lunedì, sembra essere stata scongiurata. I lavori programmati per la galleria tra Courmayeur e Chamonix, inizialmente pianificati dal prossimo 4 settembre al 18 dicembre, sono stati posticipati.

Quindi il traforo del Monte Bianco chiude o no? Ecco l'accordo Italia-Francia che salva i trasporti

Quindi il traforo del Monte Bianco chiude o no? Ecco l’accordo Italia-Francia che salva i trasporti

Secondo quanto comunicato dal ministero dei Trasporti italiano, presieduto da Matteo Salvini, questi lavori potrebbero essere effettuati probabilmente nei prossimi 12 mesi. La controparte francese, rappresentata da Clément Beaune, si è mostrata più cauta: “Ne discuteremo nella settimana a venire”, ha dichiarato ai giornalisti dopo un incontro con gli amministratori locali della Maurienne. In quest’area, domenica scorsa, una frana ha provocato una serie di problemi nelle connessioni transalpine tra Italia e Francia. La decisione formale spetta alla Conferenza intergovernativa, la quale dovrebbe riunirsi lunedì. Beaune ha affermato che “non sarà possibile ripristinare la circolazione ferroviaria prima di alcune settimane, almeno due mesi”, in quanto l’accesso alla galleria attualmente non è sicuro.

Nella mattinata, Salvini aveva comunicato da Venezia di aver richiesto a Parigi il rinvio dei lavori al Monte Bianco. L’opzione di posticiparli di un anno sarebbe accolta con favore anche dalla giunta regionale della Valle d’Aosta. Il presidente della regione, Renzo Testolin, ha affermato che “la riapertura non può oltrepassare il 18 dicembre, poiché coincide con un periodo turistico cruciale per l’economia”. Pertanto, se il ritardo nell’inizio dei lavori non influirà sulla data di riapertura del tunnel, non vi sono obiezioni a posticiparla di alcuni giorni. Beaune ha enfatizzato che entrambi i trafori non possono essere chiusi contemporaneamente, dato che ciò avrebbe conseguenze inaccettabili anche per la Francia.

Gli Sforzi per Ripristinare la Circolazione e il Ruolo Chiave dell’Autostrada A43

Al fine di garantire il transito dei veicoli pesanti attraverso il traforo del Fréjus da Modane, sono in corso sforzi per ripristinare la circolazione lungo l’autostrada francese A43. Il ministro ha espresso l’auspicio che questa arteria possa riaprire entro otto giorni, sebbene siano necessarie precauzioni di sicurezza a causa delle circostanze particolari e delle condizioni meteorologiche. Tuttavia, nei prossimi giorni è probabile che l’A43 non possa riaprire completamente. Una parte della carreggiata sarà occupata da un “muro di container”, una misura di protezione dei veicoli in transito già utilizzata nel 2018. Nel frattempo, le lunghe code di veicoli diretti al traforo del Monte Bianco persistono, sebbene con una certa riduzione delle dimensioni. Le attese sono di circa due ore per i mezzi pesanti nell’area di regolazione di Pollein e per le autovetture.

L’accordo raggiunto tra Roma e Parigi ha contribuito a prevenire una possibile chiusura del traforo del Monte Bianco, mantenendo così aperti i collegamenti stradali tra Italia e Francia. Gli sforzi per ripristinare la circolazione lungo l’autostrada A43 sono in corso, con l’obiettivo di garantire la fluidità dei trasporti su strada attraverso il traforo del Fréjus da Modane. La situazione è in continuo sviluppo e sarà oggetto di ulteriori valutazioni da parte delle autorità competenti nei prossimi giorni.

Il traforo del Monte Bianco

Il tunnel del Monte Bianco è lungo complessivamente 11,611 chilometri, con la parte più estesa situata in territorio francese, che misura 7,640 metri, mentre quella in territorio italiano è di 3,960 metri. L’altitudine varia lungo il percorso: parte a 1,381 metri sul lato italiano ai piedi del ghiacciaio della Brenva, raggiunge i 1,395 metri a metà galleria, per poi scendere a 1,271 metri sul versante francese, presso il ghiacciaio dei Bossons.

La struttura del tunnel non è orizzontale, ma convessa per agevolare il deflusso dell’acqua. Questo attraverso il punto più alto del tunnel passa esattamente sotto la verticale dell’Aiguille du Midi, dove uno strato di granito raggiunge uno spessore di 2,480 metri, stabilendo così un record per le gallerie autostradali e ferroviarie.

Le dimensioni del tunnel comprendono un’altezza di 5,90 metri e una larghezza di 8 metri (con 2 corsie da 3,5 metri ciascuna e passaggi laterali da 0,5 metri). Non è stato mai realizzato il progetto di raddoppiare il tunnel a causa dell’opposizione dei residenti nelle valli circostanti, preoccupati per l’aumento del traffico di camion e dell’inquinamento risultante. Per garantire la sicurezza, soprattutto a seguito dell’incidente del 1999, è stato imposto un limite di velocità di 70 km/h e il divieto di sorpasso per l’intera lunghezza della galleria.

Per un lungo periodo è stato il tunnel autostradale più lungo del mondo. Nel marzo 1967, dopo venti mesi dall’apertura, è stato celebrato il passaggio del milionesimo veicolo, guidato dalla cantante Marisa Sannia. Tra i veicoli transitati, circa 21.000 erano pullman turistici e 67.000 erano autocarri. Tra il 1965 e il 2015, circa 70 milioni di veicoli hanno attraversato il tunnel, con una media giornaliera di quasi 5.000 negli ultimi anni.

Dopo la riapertura del tunnel nel 2002, seguita ai miglioramenti effettuati in seguito all’incendio del 1999, la gestione dell’infrastruttura è stata affidata a un ente unico, la GEIE-TMB, sotto il controllo e la supervisione di commissioni ministeriali italiane e francesi.

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